Associazione Culturale Ballincontrà

Diffondiamo la conoscenza e la cultura della tradizione popolare vicentina e veneta

- balli, musiche, mestieri della civiltà contadina credenze, modi di dire dialettali, aneddoti -

principalmente del periodo fine '800 - primi '900 

partecipando ed animando eventi sociali sia pubblici che privati 

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Il Veneto conosce due folletti vestiti di rosso:

  • il salbanelo (anche salbaneo, sanguanelo, sanguaneo, salvanelo, salvanel, balsanelo ...):
    • burlone, dispettoso, sempre in movimento, compare a chi gli pare e quando gli piace, nei boschi, nei campi, vicino all'acqua, fa scherzi (intreccia le code ai cavalli o alle mucche, ingroviglia i capelli ai bambini, butta i gatti nel vino per farlo andare in aceto, nasconde gli oggetti, ecc.) oppure, se, si mettono i piedi sulle sue orme ("peche" in dialetto) si rimane succubi delle sue volontà, fa perdere la memoria e, soprattutto, la strada di casa;
  • il mazariol (anche masariol, massarolo, martorelo, mazarul, malometo ...):
    • tendenzialmente pericoloso e maligno, vive nei campi o sottoterra, esce da fiamme rosse, strega gli uomini, fa perdere la strada a chi mette inavvertitamente un piede sulle sue orme, rapisce i bambini e ragazze, si trasforma in scrofa, coniglio ed altro ancora.

Alcune fonti riportano anche di un piccolo gnomo vestito di rosso, con il berretto in testa, il Pesarol, che di notte va a trovare chi non riesce a prendere sonno, per sedersi sullo stomaco così da appesantirgli il respiro e creare atroci incubi (cfr. Dino Coltro, Gnomi, anguane e basilischi - Essere mitici e immaginari del Veneto, Friuli, Venezia Giulia, Trentino e Alto Adige, Cierre edizioni).

 

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